Vegetarismo e Veganismo

La scelta vegetariana/vegana è sempre più frequente in Italia ma non solo.
Tale scelta, di solito, viene presa essenzialmente per due motivi: uno puramente etico l’altro essenzialmente salutistico.

Per quanto riguarda il motivo puramente etico non ho assolutamente niente da eccepire (sono stato vegetariano per oltre 4 anni e tal proposito vi rimando alla finestra “una scelta consapevole”, i valori, le motivazioni e i principi di una determinata scelta, qualunque essa sia, secondo il mio punto di vista sono al di sopra di qualsiasi altra cosa.
Chi scrive è un idealista per natura che non baratterebbe mai una propria idea o convinzione in cambio di denaro, benefici o qualsiasi altro privilegio.

piramide vegetarianaQuesto è ciò che penso a tal riguardo e non ho nient’altro da aggiungere se non il rispetto che provo nei confronti di chi persegue la sua convinzione a discapito di vantaggi, qualunque essi siano.
Ormai avrete capito che, secondo il mio modesto parere, per fare delle valutazioni scientifiche in ambito nutrizionale e non solo, il punto di partenza deve essere il nostro DNA e la nostra storia evolutiva. In base a ciò possiamo dedurre che la nostra specie non si è evoluta mangiando esclusivamente cibo di origine vegetale e quindi questa scelta nutrizionale e decisamente in contrasto con il nostro genoma.

A conferma di quel che dico vi sono tante evidenze anatomiche/fisiologiche che vi elencherò brevemente senza scendere troppo nel particolare:

1) I nostri occhi focalizzano in avanti come i predatori e non come gli erbivori che “guardano” lateralmente.

2) Il nostro tratto digerente ha una lunghezza (rispetto a quella del nostro corpo) intermedia fra quella di un erbivoro e quella di un carnivoro. Mi spiego meglio: la lunghezza del tratto digerente è direttamente proporzionale al cibo che viene ingerito, per gli erbivori è molto più lungo rispetto ai carnivori proprio per la maggior difficoltà ad assimilare i vegetali. Poichè la lunghezza del nostro tratto digerente è circa 8 volte superiore rispetto alla nostra altezza, questo valore si pone esattamente a metà fra quello di un erbivoro (20 volte) e quello di un carnivoro (4 volte). SIAMO ONNIVORI.

3) Come tutti i carnivori abbiamo una cistifellea che ci aiuta a digerire i grassi. Gli erbivori non ce l’hanno.

4) Non possiamo scindere la cellulosa a differenza degli erbivori.

5) Nel nostro stomaco si trova l’acido idrocloridrico ed un enzima capace di scindere l’elastina ovvero una proteina che si trova solo nella carne.

6) La vitamina B12 che si trova solo negli alimenti di origine animale è indispensabile per il nostro metabolismo.

7) Possiamo tranquillamente vivere senza carboidrati, il nostro metabolismo ce lo permette.

Dopo avervi fatto questa piccola introduzione cercherò di elencarvi quali sono i principali deficit nutrizionali ai quali vanno incontro i vegetariani… figurarsi i vegani.
I dati che riporterò sotto sono suffragati anche dal fatto che chiunque pratichi una dieta priva di alimenti di origine animale è pressochè obbligato ad integrazioni supplementari per avere una salute accettabile.

1) Carenza di omega 3 i quali si trovano solo negli alimenti di origine animale. Quei pochi omega 3 che si trovano nei semi di lino (unica fonte vegetale) vengono resi disponibili all’organismo con una resa a dir poco ridicola (circa il 5%).

2) Carenza vitamina D, vitamina B6, iodio, zinco e ferro.
In gran parte dei vegetariani sono riscontrabili queste carenze che sono dovute sia alla povertà di risorse che si trovano nei cibi di origine vegetale sia all’eccessivo utilizzo di cereali e legumi che ostacola l’assorbimento di questi micronutrienti. Tali deficit hanno risvolti negativi in quasi tutti gli apparati umani, primi tra tutti quello riproduttivo, immunitario e cardiovascolare.

3) Carenza di vitamina B12 la quale, come già detto si trova solo negli alimenti di origine animali: ciò determina in primis anche un aumento della omocisteina che può compromettere la fertilità.

Queste che vi ho riportato sono le evidenze scientifiche che ci insegnano quanto uno stile di vita vegetariano/vegano non sia conciliabile con una vita sana. So che da parte loro i vegetariani avranno molti argomenti da proporre per contraddirmi su tutto o quasi ciò che ho scritto ma sono pronto a smentirli in qualsiasi momento.

Cosa che mi premeva enormemente riportare sono le ultime evidenze scientifiche emerse su “The China Study” (la Bibbia dei vegetariani/vegani): sin dalla sua pubblicazione furono molte le critiche rivolte a Colin Campbell ma ora una cosa è certa: a distanza di anni i soliti cinesi che continuano ad adottare uno stile di vita ad alto contenuto di carboidrati e povero di proteine sono diventati in gran parte diabetici.