Latticini

Anche il consumo di latte è temporalmente associato allo stanziamento dell’uomo nei villaggi.

spot_latte_mucca._cGli esseri umani sono gli unici animali che continuano a consumare il latte dopo lo svezzamento e, cosa ancor più grave, latte proveniente da altre specie.
Solo questa inconfutabile verità dovrebbe far riflettere se effettivamente il nostro organismo è predisposto per digerire ed assimilare il latte.
La risposta è NO. Il latte materno, oltre ad essere il primo alimento con la quale il cucciolo d’uomo viene a contatto, è senza alcun dubbio il migliore che madre natura possa fornirci. Il migliore perchè al suo interno vi sono tutte le sostanze (e per di più nelle perfette proporzioni fra loro) che permettono la crescita del neonato e il suo sviluppo sia per quanto riguarda il sistema nervoso che quello immunitario.

Il latte vaccino che abitualmente viene consigliato ai bambini dopo lo svezzamento e che solitamente la nostra specie continua a consumare per tutta la vita, oltre a indurre messaggi ormonali totalmente sbagliati è totalmente sbilanciato da un punto di vista nutrizionale. Presenta infatti il quadruplo delle proteine presenti nel latte materno ed al suo interno vi sono sette volte di più di minerali.

mucca 2Al contrario è quasi totalmente privo di grassi polinsaturi.
Da un punto di vista puramente biologico i motivi di tali evidenze nutrizionali sono lapalissiani: la specie umana, durante la sua storia evolutiva ha preferito favorire un più veloce sviluppo cerebrale a discapito di quello puramente fisico mentre le altre specie (e fra queste anche le mucche) hanno preferito favorire lo sviluppo più immediato del corpo: i grassi polinsaturi presenti nel latte di mamma favoriscono appunto lo sviluppo del sistema nervoso mentre le proteine e i minerali presenti nel latte di mucca favoriscono lo sviluppo delle corna, degli zoccoli e, più in generale della crescita corporea.

Non voglio dilungarmi molto su questo argomento poichè ci sarebbe veramente molto da scrivere ma possiamo tranquillamente affermare che i latticini, oltre ad essere una delle principali cause di allergie ed intolleranze (chissà perchè…forse non abbiamo un corredo genetico adatto a digerire il latte di mucca) sono, insieme ai cereali, una delle cause principali dell’insorgenza di malattie autoimmuni.

Il latte infatti non è altro che sangue di mucca filtrato (è brutto da dirsi ma effettivamente è così) e quindi il suo ingerimento determina anche l’assunzione di tutti gli ormoni, gli antibiotici e le proteine che purtroppo sopravvivono alla pastorizzazione. Poichè il nostro corredo enzimatico non è in grado di digerire tali sostanze, queste oltrepassano le pareti intestinali praticamente inalterate (pressochè come le lectine dei cerali) e quindi, essendo riconosciute come estranee, possono essere attaccate dal nostro sistema immunitario.
Da qui l’epilogo è simile a quello delle lectine: dobbiamo avere fortuna!!!

Con i latticini preferisco fermarmi qui, potrei dirvi tante altre cose come il fatto che anch’essi presentano un incice glicemico molto alto, che sono pieni di antibiotici ed antinfiammatori, che fino a 50 anni fa una mucca produceva circa 900 litri di latte l’anno ed ora circa 20000 (per questo vi rimando al capitolo “una scelta consapevole”) , che l’assuzione di latte favorisce la ritenzione idrica, i bruciori di stomaco e il reflusso gastroesofageo, ma anzi, una cosa voglio ancora approfondirla: il mito del calcio per le ossa!!!

mucca 3E’ vero nel latte vi è una buona quantità di calcio ma l’assorbimento di questo elemento è direttamente correlato alla presenza di magnesio che nei prodotti caseari e nel latte in generale è praticamente inesistente.
Poichè le riserve di magnesio nel nostro organismo sono poche, tutto il calcio che si trova nel latte e che non viene assimilato (circa il 75%) si va a depositare nelle arterie, nei reni e nelle articolazioni dando origine rispettivamente a aterosclerosi, calcoli renali e gotta.
Per convincervi ancora di più dell’inutilità dell’assunzione di latte per prevenire l’osteoporosi, le ultime ricerche hanno evidenziato che l’incidenza dell’osteporosi nei vari Paesi è direttamente proporzionale al consumo di prodotti caseari consumati.