About Me

Salve a tutti, mi presento.

Sono il Dott. Gambacciani Emanuele, biologo nutrizionista.

Sebbene collabori da parecchiema anni con un laboratorio di analisi della mia città, dove eseguo prelievi venosi ed esplico la professione di laboratorista, la mia vera passione è la nutrizione.
Sognavo di fare il nutrizionista da quando ho conseguito la laurea in Scienze biologiche (era il 2007) ma poi, a causa di svariate vicessitudini lavorative, sono stato costretto a rimandare i miei piani ed ora esercito questa professione da circa tre anni.

Naturalmente prima di cimentarmi ufficialmente in questo percorso professionale ho dovuto rimmettermi in gioco tornanodo a studiare materie abbandonate da anni come la fisiologia, l’anatomia, la biochimica e l’antropologia. Premetto che i miei primi piani nutrizionali si attennero rigorosamente a quelle che sono le “linee guida” per una giusta alimentazione in perfetto stile mediterraneo.
Abbondanti carboidrati, pochi grassi e qualche proteina associati ad una moderata attività fisica ed uno stile di vita sano.
I pochi pazienti (soprattutto familiari o amici) con i quali mi sono confrontato evidenziarono un moderato dimagrimento conforme alle loro aspettative dovuto, senza alcun dubbio, alla restrizione calorica messa in atto.

E’ proprio questo il punto. La restizione calorica quanto può durare?
Mi spiego meglio. Una volta raggiunto l’obiettivo prefissato il paziente dovrebbe ricominciare a mangiare in modo da mantenere il peso raggiunto, cercando di assumere le calorie che effettivamente servono al proprio sostentamento.
Ciò purtroppo non accade mai, anzi forse qualcuno ci riesce… ma che fatica!!!
In ambito nutrizionale si chiama effetto yo-yo: continue perdite di peso e successive riprese dello stesso (se non di più) determinano uno stato di scoraggiamento nel paziente tanto da indurlo, nel più delle volte, ad abbandonare il suo obiettivo e rassegnarsi ad una vita vissuta con abbondanti chili di troppo.
Questa circostanza innegabile, sommata ad altre tangibili evidenze riscontrabili in quasi tutte le persone che si mettono a dieta (spossatezza, problemi digestivi ed intestinali, infiammazioni varie, solo per elencarne alcune) mi hanno convinto ad approfondire il concetto di sana alimentazione.
Per far ciò anadavano messi in discussione alcuni dogmi propri della comunità scientifica, uno tra tutti quello di associare la dieta mediterranea, o quantomeno questo tipo di approccio alimentare, ad una salute perfetta.

Questa idea di sana alimentazione, solo in Italia, ha reso i nostri bambini i più obesi d’europa e gli italiani adulti un popolo di “ciccioni” e, ancora più importante, un popolo fondamentalmente malato ed infiammato.
I miei studi mi hanno portato a conoscere i libri del Dott. Sears, l’ideatore della dieta pro zona.
Un approccio nutrizionale completamente diverso da quello “tradizionale”: si parla di controllo ormonale e di alimenti favorevoli e sfavorevoli alla nostra salute (per farla molto, molto breve). Ci sono da rispettare delle proporzioni ben precise fra i macronutrienti, ci sono degli orari più o meno prestabiliti per mangiare ma questa nuova idea di concepire il cibo mi incuriosì parecchio.
In pochi mesi lessi tutti i libri del dott. Sears e naturalmente, invece di “usare” i miei pazienti come cavie, ho deciso di sperimentare la dieta pro zona su me stesso.
Al tempo ero sempre uno pseudo-vegetariano (vi rimando alla finestra “una scelta consapevole”) quindi non fu semplice mettere in pratica i consigli nutrizionali del dottor Sears.
Comunque, imponendomi un’adeguata disciplina alimentare sono riuscito nel mio intento raggiungendo anche buoni risultati da un punto di vista della perdita di peso (4-5 Kg che mi era sempre stato difficile perdere) e della salute in generale.

Sebbene sapessi che non avevo ancora trovato lo stile alimentare perfetto per quelle che erano le mie idee in campo nutrizionale, cominciai a proporlo ai miei pazienti.
Ero comunque sicuro di dare consigli alimenentari sicuramente migliori rispetto a quelli dati fino a qualche mese prima e ciò mi rendeva particolarmente entusiasta anche se non del tutto convinto.
Il mio “stato di agitazione” stava per finire. I miei dubbi in campo nutrizionale stavano per essere risolti.

La Paleo dieta o dieta paleolitica.
Vi sembrerà strano ma i nostri antenati paleolitici (parliamo di un epoca finita circa 10000 anni fa), geneticamente identici a noi, erano molto più sani dell’uomo moderno.
Morivano per un numero imprecisato di cause dovute essenzialmente all’ambiente ed alle circostanze nei quali erano costretti a vivere. Ma erano sani. Molto sani.
Tumori, malattie autoimmuni e circolatorie, osteoporosi e carie ( solo per citarne qualcuna) erano sconosciute.
Ma cosa mangiavano? Cosa facevano durante la loro vita? Cosa è successo 10000 anni fa per compromettere dannatamente la salute della nostra specie?
Semplicemnte l’uomo da cacciatore/raccoglitore si è stanziato ed ha “inventato” i villaggi, l’agricoltura e l’allevamento ricavandone enormi vantaggi da un punto di vista della comunità (anche se a vedere le città di oggi potremmo obiettare a tale conclusione) ma pagando un prezzo altissimo in salute.

Spiegare in questo sito la vita dell’uomo paleolitico potrebbe essere parecchio difficile e quindi, nelle pagine successive, cercherò di fare chiarezza su alcune evidenze antropologiche/fisiologiche che mi hanno convinto a consigliare, e naturalmente mettere in pratica in prima persona (modificando enormemente le mie scelte alimetari come potete leggere nella pagina “una scelta consapevole”) uno stile di vita Paleo.
Qualcuno potrebbe mettere in discussione la mia coerenza professionale.
E’ vero, non lo nego, negli anni ho cambiato enormemente la mia idea di stile di vita sano, ho dato consigli alimentari che oggi non darei più ma ciò è stato semplicemente frutto di un percorso professionale difficile ed appagante allo stesso tempo che penso abbia trovato un risvolto definitivo sposando in modo convinto i principi di vita Paleo.